martedì 7 aprile 2009

torno a scrivere in questo spazio dopo circa tre anni. Ho riscoperto di avere un account su blogger stamattina, per sbaglio, mentre frugavamo con un collega tra le geniali applicazioni e servizi fornite da Google.
Ricordo, anni fa, di aver fatto qualche breve intervento commentando alcuni articoli pubblicati su html.it, su tomshwardare.it riguardo i nuovi processori di intel.
Oggi ritorno a scrivere, non mi soffermerò su trattati tecnici filosofici su nuove architetture hardware; oggi ho altro per la testa e di altro ho voglia di parlare.

Lavoro da due anni, i due peggiori anni della storia lavorativa mondiale, ho la fortuna di lavorare e ad oggi devo reputarmi un sopravvissuto di un mercato che dissemina vittime, che brucia capacità produttiva e posti di lavoro.

All'improvviso il suolo sotto i piedi si sgretola, quel sistema in cui siamo cresciuti e che ci ha plasmato cambia all'improvviso, non serve più la nostra formazione, non servono più le nostre conoscenze, i magazzini rimangono pieni, le navi rimangono a largo con le stive cariche, gli ingranaggi hanno smesso di girare.
Quel sistema che abbiamo vissuto e che non vedeva l'ora di inglobarci, di farci correre ai suoi ritmi, di farci diventare servi del profitto, adesso sta immobile.
Anche noi fermi, in attesa di capire.

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